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Gigino e Gigetto e la grande gara dei gatti

Gigino e Gigetto e la grande gara dei gatti

Gigino e Gigetto sfuggono a una casa abbandonata, vanno alla toeletta e alla festa dei gatti, poi vincono la grande gara a ostacoli.

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Capitolo 1 — La casa abbandonata

C’erano una volta Gigino e Gigetto.

Gigino e Gigetto erano due gatti che stavano acquattati vicino a una porta che non riuscivano ad aprire.

Quel giorno erano andati a visitare una casa abbandonata.

Era tanto tempo che non ci viveva più nessuno: i vetri erano rotti, le finestre tutte aperte.

Loro erano entrati e, a un certo punto, una corrente d’aria — boom — aveva chiuso una porta.

E adesso non sapevano più come aprirla.

Gigetto disse: «Ma come la apriamo? Qui non c’è neanche la maniglia…»

Gigino guardò la porta, poi la stanza, poi di nuovo la porta, e disse: «Se proviamo a correre veloce e a dare una spallata… magari si riapre.»

Presero la rincorsa. Attraversarono la stanza…e spinsero forte con le zampette.

La porta si aprì.

Finalmente erano liberi.

Gigino disse: «La prossima volta stiamo attenti alle porte!»

Gigetto annuì e confermo’: «Se entriamo in una stanza senza finestre, dobbiamo fermare la porta con qualcosa.»

Così bloccarono la porta con un grande sasso che stava li vicino, e continuarono a esplorare la casa.

Era davvero abbandonata: non c’erano mobili, non c’era niente. Solo tanta polvere accumulata negli anni.

Alla fine salirono sul tetto.

Era il loro posto preferito.

Quando arrivarono su, videro che stava arrivando la sera.

Gigetto disse: «Ma… noi oggi non abbiamo ancora mangiato.»

Gigino aprì lo zainetto.

Tirarono fuori un po’ delle loro crocchette preferite e cenarono lì, sul tetto.

Era una bella serata estiva. Faceva caldo. Il cielo piano piano si riempì di stelle. Tantissime stelle.

Gigino disse piano: «Ma che belle… chissà chi le ha inventate.»

Gigetto guardò il cielo e rispose: «Chissà cosa sono…»

Il vento era leggero. L’aria era calda. Stavano talmente bene… che si addormentarono.

Dormirono tutta la notte sul tetto.


Capitolo 2 — La festa dei gatti

La mattina dopo Gigetto si svegliò di colpo e grido’ : «Gigino! Gigino! Presto!»

Gigino aprì un occhio e, con voce roca, chiese: «Che succede?»

Gigetto agitato rispose: «Dobbiamo andare alla toletta! Ho l’appuntamento!»

Gigino saltò in piedi e battendosi una zampa sulla fronte esclamò: «Hai ragione!»

I due gatti cominciarono a correre. Saltavano da un tetto all’altro.

Passavano sulle grondaie. Attraversavano i cortili.

Saltavano sopra i fili con i panni stesi.

Arrivarono a casa giusto in tempo.

La padrona di Gigino disse: «Ah Gigino, vieni! Andiamo subito alla toletta.»

Poi guardò Gigetto: «Ma chi è quest’altro gatto? Vabbè… vieni pure tu.»

Alla toeletta li presero in braccio. Li accarezzarono. I gatti facevano le fusa.

Poi cominciarono a spazzolarli, lavarli, insaponarli e sciacquarli.

Gigetto sospirò: «Mamma mia che bello…»

Gigino confermo’: «È stupendo.»

Erano così rilassati che quasi si addormentarono.

Alla fine, puliti e profumati, li misero vicino ad altri gatti.

Quei gatti cominciarono a chiacchierare.

Un gatto di nome Jimmy disse: «Stasera facciamo una festa.»

Gigetto si raddrizzò e chiese: «Una festa?»

Jimmy confermo: «Sì sì! In via Giolitti 34. In soffitta. Venite?»

Gigino sorrise e disse: «Va bene!»

Quella sera, quando la padrona si addormentò, i due gatti uscirono dalla finestra aperta.

Salirono sul tetto. E cominciarono a saltare da un tetto all’altro della città.

Quando arrivarono a via Giolitti 34, trovarono la mattonella spostata: era l’entrata dei gatti.

Si infilarono dentro. E trovarono una grande festa.

Musica. Erba gatta dappertutto. Gatti che ballavano. Gatti che ridevano. Gatti che cantavano: «Miao miao miao!»

I gatti che avevano incontrato alla toeletta li videro e li accolsero con grandi grida: «Benvenuti Gigino! Benvenuto Gigetto!»

Gli portarono latte buonissimo. E tante crocchette.

Poi tutti cominciarono a ballare. La festa durò tutta la notte!

Quando ormai stava arrivando l’alba, Gigino e Gigetto tornarono a casa.

Rientrarono dalla finestra. E si addormentarono prima che la loro padrona si svegliasse.

La mattina dopo la padrona disse: «Ma come dormono questi gatti…»

Non si era accorta di nulla.


Capitolo 3 — La grande gara

Gigino e Gigetto si svegliarono più tardi del solito.

Gigetto disse: «Andiamo lungo il fiume?» Gigino fece di si con la testa ancora mezzo addormentato.

Una volta arrivati al fiume, erano pronti per il loro solito allenamento con i loro amici Aldo e Giovanni.

La specialità di Gigino e Gigetto era la corsa ad ostacoli per gatti.

Il percorso passava tra alberi, ponticelli e tronchi.

Bisognava: saltare ostacoli, passare sotto rami, arrampicarsi sugli alberi e correre più veloce possibile.

Il giorno dopo ci sarebbe stata una gara con un premio.

Per quella gara si erano allenati quasi tutti i giorni negli ultimi mesi. E quel giorno decisero di allenarsi tutto il giorno.

Quando tornarono a casa erano stanchi e pieni di polvere.

La padrona disse: «Ma come! Vi ho portato alla toeletta e vi siete già sporcati!»

Li lavò nella vasca. Li asciugò. E quella sera andarono a dormire presto.

Il giorno dopo si svegliarono prima dell’alba.

Prepararono gli zainetti, un po’ d’acqua, qualcosa da mangiare e poi uscirono.

La gara era in una città vicina. Quando arrivarono alla pista c’erano tantissimi gatti.

Più di cento.

La gara funzionava così: ogni gatto partiva da solo, finiva il percorso e i giudici segnavano il tempo.

I primi gatti finirono il percorso in circa un minuto.

Poi partì un gatto velocissimo.

Quando arrivò al traguardo, i giudici dissero:

«Cinquantanove secondi.»

Gigetto sussurrò: «Come facciamo a batterlo?» ma Gigino, Giovanni e Aldo lo guardarono agitati e non dissero nulla.

Partì Giovanni.

Corse velocissimo. Tempo: 1 minuto e 3 secondi.

Poi partì Aldo. Durante un salto cadde ma riuscì comunque a finire il percorso. Tempo: 1 minuto e 15 secondi.

Gigetto guardò Gigino e disse: «Vado io. Se non vinco… prova tu.»

Gigetto partì. Saltò gli ostacoli. Passò sotto i tronchi. Corse velocissimo. Arrivò al traguardo.

I giudici guardarono il cronometro: «Un minuto!»

Secondo posto.

Adesso toccava a Gigino.

Gigino chiuse gli occhi un momento.

Ripassò nella mente tutti gli ostacoli.

«Pronto?» chiese il giudice.

Gigino annuì e disse: «Pronto.»

Il giudice aspetto un momento e poi urlo’ «Via!»

Gigino partì. Saltò. Scivolò sotto un tronco. Si arrampicò su un albero. Saltò un altro ostacolo. E corse verso il traguardo.

Arrivò.

Respirava forte.

Non sapeva il tempo.

I giudici guardarono il cronometro. Poi dissero: «Cinquantotto secondi.»

Era arrivato primo!!

Tutti i gatti gli corsero incontro.

Anche il gatto velocissimo di prima gli fece i complimenti.

Quella sera fecero una grande festa.

Latte, Crocchette e perfino fuochi d’artificio.

Alla fine della giornata Gigino era stanchissimo ma felicissimo.

Lui, Gigetto, Aldo e Giovanni tornarono a casa insieme.

Quando arrivarono, la padrona dormiva già.

Si lavarono le zampe sporche.

Si misero a dormire.

E quella notte sognarono ancora quella giornata.

Una giornata piena di emozioni.

Una giornata bellissima.

Fine.