Il pupazzo di neve
La storia di un pupazzo di neve che, per non sciogliersi, impara a seguire il ritmo delle stagioni e fa amicizia con gli animali e le piante della foresta.
C’era una volta un pupazzo di neve.
Viveva in un continente lontano da qui, proprio in cima al mondo. Era un posto dove faceva molto freddo e dove la neve non mancava mai.
Il pupazzo di neve viveva all’aperto e, ogni volta che nevicava, costruiva un pezzetto di se stesso.
Prima le gambe.
Poi la pancia.
Poi il cappello.
E quando nevicava davvero tanto, diventava enorme: un pupazzo di neve gigante.
Un giorno, però, arrivò il sole e cominciò a scaldare tanto.
Il pupazzo di neve iniziò a sciogliersi e decise di cercare un posto più freddo.
Trovò una bella grotta profonda. Vicino c’era altra neve che poteva usare per ricostruirsi. Il sole non arrivava dentro la grotta.
Ma poi arrivò l’estate. E con l’estate arrivò il caldo.
Il pupazzo di neve scese ancora più giù, in fondo in fondo alla grotta, dove l’aria restava fresca, e lì aspettò che tornasse l’inverno.
Quando l’estate finì, il pupazzo di neve si era quasi sciolto del tutto. Era diventato piccolo, piccolo, piccolo: un pupazzo di neve piccolissimo.
Quando tornarono il freddo e la neve, cominciò a ricostruirsi piano piano. Ingrandì le gambe, poi la pancia, poi la testa e le braccia, finché tornò grande come prima: il pupazzo gigante dell’anno passato.
E questo successe per tutti gli anni a venire.
Durante l’inverno, il pupazzo di neve camminava nella foresta. Faceva freddo e lui non si scioglieva, nemmeno quando splendeva il sole.
Nella foresta incontrava tanti animali.
Le renne, che scavavano nella neve per trovare l’erbetta o rosicchiare i rami.
Gli scoiattoli, che avevano messo da parte le ghiande e ogni tanto uscivano a giocare nella neve.
I conigli, bianchi sulla neve bianca, così bravi a nascondersi da sembrare invisibili.
I lupi, che andavano a caccia nella foresta.
Incontrava alberi che sembravano alberi di Natale, civette silenziose e tanti topolini.
Il pupazzo di neve era amico di tutti, perché non voleva disturbare nessuno e amava moltissimo gli animali e le piante della foresta.
Alcuni alberi, come i pini e gli abeti, avevano foglie piccole che resistono all’inverno. Altri, con foglie più grandi, le perdevano in autunno e restavano spogli, con la neve appoggiata sui rami.
Il pupazzo di neve rimase per sempre nella foresta.
E giocò tante, tante volte con tutti gli animali e le piante che vivevano lì.
Fine.