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La gazza

La gazza

Una dolce storia di amicizia tra Viola e una curiosa gazza affascinata dalle cose brillanti.

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La gazza era un uccello che abitava su un albero vicino a casa di Viola.

Un giorno vide Viola uscire con la bicicletta e notò che su quella bicicletta c’era una rotellina tutta brillante che girava, girava, girava con il vento.

La gazza era molto attratta dalle cose brillanti, così si avvicinò piano piano, senza farsi vedere, e cominciò a guardare quella rotellina.

A un certo punto Viola si accorse che la gazza era lì e disse: “Ciao, gazza!”.

La gazza si spaventò e si allontanò subito.

Viola la richiamo’ : “Ma no, vieni, vieni, ti voglio far vedere”, e le mostrò la rotellina che brillava.

La gazza capì che Viola non era un pericolo né un predatore e si avvicinò piano piano, sempre più vicina, finché arrivò accanto alla rotellina e rimase quasi incantata.

La guardava girare, affascinata da quanto fosse scintillante.

A un certo punto Viola le accarezzò la testa.

La gazza all’inizio si spaventò, ma la carezza era così dolce che si tranquillizzò.

Viola le disse: “Vuoi venire con me? Andiamo a giocare insieme?”.

La gazza emise il suo verso per dire “sì!”.

Insieme andarono nel giardino della nonna di Viola.

Il giardino era bellissimo, tutto per loro, e cominciarono a giocare.

La gazza volava di qua e di là, Viola le correva dietro.

La gazza si fermava sulla spalla di Viola, poi ripartiva e le faceva vedere come si buttava giù dagli alberi velocissima e come planava sul prato.

Era davvero uno spettacolo.

Giocarono cosi tanto che si ritrovarono affamate!

Viola chiese: “facciamo merenda?”

La gazza annuì con la testa.

Andarono insieme dalla nonna di Viola a chiedere qualcosa da mangiare.

Per Viola non ci furono problemi, ma per la gazza la nonna non sapeva cosa preparare.

Le mostrò prima il latte, e la gazza disse di no.

Poi il pane, e la gazza disse ancora di no.

Infine le fece vedere dei semini, e la gazza disse subito di sì e cominciò a mangiare.

La gazza mangiava i semini mentre Viola mangiava una banana, un mandarino e anche un paio di anacardi.

Finita la merenda, volevano tornare a giocare, ma non sapevano cosa fare.

Dopo averci pensato un po’, decisero di andare sullo scivolo.

La gazza non era mai salita su uno scivolo ed aveva paura.

Allora Viola le fece vedere come si faceva: salì una volta, due volte, tre volte, tante volte.

Mentre Viola stava salendo un’altra volta, la gazza disse che voleva provare anche lei.

Si posizionò per scendere, ma aveva ancora paura.

Viola le disse: “Vuoi che ti tenga l’ala?”.

La gazza accettò, le diede l’ala e si lasciò andare.

Viola l’accompagnò nella sua prima discesa sullo scivolo.

La gazza era felicissima.

Dopo aver provato tante volte insieme, riuscì anche a scendere da sola.

Così continuarono a giocare sullo scivolo nel giardino della nonna di Viola: salivano, scendevano, passavano sotto, la gazza volava sopra e Viola risaliva dall’altra parte.

A un certo punto arrivò la fame del pranzo.

La gazza cercava qualcosa da mangiare per terra, mentre Viola chiamò la nonna, la mamma e il papà.

Tutti insieme prepararono da mangiare.

Per la gazza portarono semini e vermetti trovati nell’orto dei nonni.

Per Viola e gli altri prepararono ravioli al sugo, una bella insalata con finocchi e arance e un po’ di pane.

Tutti cominciarono a mangiare.

La gazza magio’ talmente veloce che finì subito e ne voleva ancora!

Viola e la mamma andarono a prendere altri semini e altri vermetti.

Quando tutti ebbero finito, Viola disse: “Noi andiamo a giocare, ciao!”, e tornarono in giardino.

La gazza vide un albero altissimo e chiese: “Viola, sai arrampicarti?”.

Viola rispose: “Non molto, ma posso provare”.

Cominciò ad arrampicarsi: prima un ramo, poi un altro, e poi ancora, sempre più in alto, finché arrivò quasi in cima.

La gazza la raggiunse volando e insieme si fermarono su un ramo a guardare il panorama.

Vicino videro un altro albero con un nido di uccellini.

Scese­ro e andarono a guardare meglio, ma senza toccare nulla.

Presero una scala, la appoggiarono all’albero e salirono piano piano per osservare i piccoli da vicino.

Arrivarono mamma e papà uccello, un po’ spaventati vedendo la bambina e la gazza vicino al nido.

All’inizio erano diffidenti, ma Viola e la gazza mostrarono che erano lì solo per curiosità e non volevano fare male a nessuno.

Così gli uccelli si tranquillizzarono.

I piccoli erano minuscoli e mangiavano ancora dal becco dei genitori.

Dopo aver mangiato si addormentarono tutti insieme, e Viola e la gazza li guardavano con occhi a cuoricino.

Da quel giorno, Viola e la gazza li andavano a trovare tutti i pomeriggi.

Gli uccellini crescevano a vista d’occhio e presto cominciarono a provare a volare.

Viola e la gazza li osservarono mentre provavano a volare. Andavano su e giù nell’aria.

Quando gli uccellini furono grandi abbastanza per costruire il loro nido, li salutarono.

Viola e La gazza erano un po’ tristi che se ne fossero andati.

Ma poco tempo dopo, tutti gli uccellini tornarono a cercarle.

Avevano finito il loro nuovo nido, e volevano che Viola e lagazza andassero a vederlo.

Viola e la gazza erano felicissime, avevano trovato tanti nuovi amici!

Fine