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Viola e le formichine curiose

Viola e le formichine curiose

Viola fa amicizia con un formicaio curioso: insieme scoprono il bagno, il parco giochi e avventure fino al ranch, tra merende e tante risate.

C’era una volta una formichina che viveva nel bagno di Viola.

Quando tornò al formicaio raccontò a tutte di aver visto una bambina che si lavava i denti.

Le altre formichine diventarono subito curiose e dissero: «Vogliamo andare anche noi! Vogliamo vedere come si lava i denti!»

Così tutto il formicaio si mise in cammino verso casa di Viola.

Quando arrivarono, però, Viola e i suoi genitori si spaventarono.

C’erano formiche dappertutto, sempre di più, che continuavano ad arrivare.

Alla fine una formichina riuscì ad avvicinarsi all’orecchio di Viola e le disse: «Non fuggire, tranquilla. Vogliamo solo diventare tue amiche e vedere come ti lavi i denti.»

Viola si calmò e le portò in bagno.

Prese lo spazzolino, mise il dentifricio e iniziò a lavarsi i denti.

Le formichine cominciarono ad applaudire entusiaste.

«Bravissima! Ma come fai?»

«Non faccio niente di speciale», disse Viola. «Mi lavo solo i denti.» Poi chiese: «Volete vedere come funziona lo spazzolino elettrico?»

«Sì, facci vedere!»

Quando accese lo spazzolino, le formichine fecero il tifo come allo stadio.

Viola mostrò bene tutti i movimenti: davanti, dietro, sopra, sotto, a destra e a sinistra.

Alla fine le formiche fecero un applauso lunghissimo, persino più lungo del lavaggio dei denti.

Ormai si era fatta quasi ora di cena e Viola era diventata amica delle formichine.

Così chiese se volevano fermarsi a mangiare.

Preparò del pane secco grattugiato in piccole molliche, aggiunse un filo d’olio e un pizzico di sale e mescolò tutto.

Le formichine mangiarono felicissime, finendo quasi un’intera pagnotta.

Ringraziarono Viola e le dissero che non vedevano l’ora di rivederla.

Si salutarono e andarono tutti a dormire.

Il giorno dopo, quando viola si svegliò. le formichine aspettavano già sotto casa.

Viola propose una passeggiata.

«Io andrò piano», disse, «così restiamo insieme.»

Camminarono tra le case, passarono nei campi e arrivarono fino al parco giochi.

Lì Viola mostrò come attraversare una grande struttura di metallo.

Le formichine provarono a seguirla, ma il metallo era troppo scivoloso e riuscivano a salire solo pochi gradini.

Allora provarono sull’arrampicata di legno e corda, dove invece se la cavavano benissimo.

Giocarono a lungo e poi tornarono verso casa.

Durante il ritorno Viola era così stanca che si addormentò mentre camminavano, e le formichine la aiutarono ad arrivare fino a casa.

Dopo il riposino pomeridiano, Viola insegnò loro a giocare a Uno e passarono tutto il pomeriggio tra risate e partite.

A cena preparò mandorle e pezzettini di carota grattugiata finissima, che piacquero moltissimo alle formiche.

Quella notte dormirono tutte accanto al letto di Viola, in un grande mucchietto.

La mattina dopo fecero colazione insieme.

Le formichine sgranocchiarono il pane secco e bevvero un po’ di latte da un piattino basso, così potevano avvicinarsi senza cadere dentro.

Poi andarono alla parete di arrampicata.

Viola mostrò come scalava: dove appoggiare i piedi e come spingersi verso l’alto.

Le formichine la seguirono senza difficoltà.

Arrivati in cima, Viola suonò una trombetta e tutte si spaventarono per il rumore, ma poi risero insieme.

Giocarono ancora, scesero con la corda e andarono anche al campo sportivo a giocare a pallone.

Le formichine erano bravissime, anche se bisognava fare attenzione a non schiacciarle.

La sera tornarono a casa.

A cena c’era tofu impanato e pane morbido con concentrato di pomodoro.

Le formichine mangiarono tutte le briciole cadute dal tavolo.

Poi si lavarono di nuovo i denti, e questa volta anche loro usarono piccoli spazzolini.

Dopo aver dormito, il giorno seguente partirono per una nuova avventura.

Viola andava al ranch e portò con sé anche le formichine.

Lì videro i cavalli, la paglia e impararono tante cose.

Spazzolarono i cavalli, disegnarono e decorarono le criniere con la paglia.

E fecero anche una passeggiata a cavallo.

All’inizio il cavallo era un po’ infastidito dalle formiche, ma poi si abituò e riuscirono a fare il giro insieme nel bosco.

Dopo la cavalcata andarono al parco avventura.

Le formichine percorrevano facilmente i fili, mentre Viola si agganciava con moschettoni e caschetto, saltava tra le pedane e scendeva con la carrucola, felicissima.

Quando iniziò a fare freddo decisero di andare a cena fuori.

Viola ordinò gnocchi al sugo con parmigiano.

Per le formichine la cucina preparò un piatto con molliche e piccole verdure tagliate finissime.

Lo chiamarono “piatto formica” e tutte lo mangiarono con entusiasmo.

Dopo cena giocarono ancora nell’area giochi del ristorante, tra scivoli, corde e arrampicate, finché non arrivò l’ora di chiusura.

Tornarono a casa e quella sera le formichine abbracciarono forte Viola, e Viola abbracciò loro con attenzione per non schiacciarle.

Poi le formiche tornarono al formicaio, promettendo di rivedersi presto.

Da quel giorno Viola e le formichine rimasero amiche per sempre.

Fine.